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Provincia di Forlì-Cesena
Pari Opportunità tra uomo e donna

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Azioni Positive

Azioni positive

Istituite dalle legge 10.4.91 n. 125, ma entrate a far parte delle politiche di pari opportunità con accezione più ampia, le azioni positive promuovono interventi rivolti a migliorare la posizione delle donne nel mercato del lavoro, cercando soluzioni per una migliore conciliazione tra vita lavorativa e vita privata. Si tratta di orientamenti, misure, attività formative e organizzative, sperimentazioni, ecc.. con le finalità di potenziare le possibilità di lavoro e di carriera delle donne, eliminare o prevenire la discriminazione o compensare gli svantaggi.




Buone pratiche

Sono considerate buone pratiche i progetti e le iniziative, le esperienze che abbiano messo in atto azioni nuove per realizzare obiettivi coerenti con le politiche per le pari opportunità. Sono progetti spesso analizzati e schedati dall’ISFOL che possono essere riprodotti e diffusi in altri ambiti territoriali o settoriali.




Competenze

Patrimonio complessivo di risorse di un individuo, espresso in rapporto ad un contesto e ad un compito, ovvero deducibile dal risultato di un comportamento dell’individuo in risposta a specifiche richieste del contesto. Le competenze sono costituite da un mix di elementi, alcuni dei quali hanno a che fare con la specificità del lavoro mentre altri sono relativi a caratteristiche personali e atteggiamenti che il soggetto mette in gioco nell’attuazione del compito stesso.
L'Isfol ha introdotto una distinzione che articola le competenze in tre macro aree:
1)competenze di base: requisiti minimi per l’occupabilità e lo sviluppo professionale, ad esempio l’informatica di base e le lingue;
2)competenze tecnico professionali: saperi e tecniche operative proprie delle attività relative a determinati processi lavorativi;
3)competenze trasversali: abilità relative al saper mettere in atto strategie efficaci per utilizzare al meglio le risorse possedute coerentemente con le esigenze del compito
Queste le competenze trasversali secondo il modello Isfol:
diagnosticare (percepire, decifrare, interpretare, immaginare, prestare attenzione ecc.); relazionarsi (riconoscere sé e l’altro, ascoltare, esprimersi, cooperare, gestire i conflitti, ecc.); affrontare (assumere responsabilità, coinvolgersi, decidere, negoziare, gestire, prendere l’iniziativa, risolvere i problemi, ecc.).




Conciliazione

Si parla di conciliazione come di un tema che non è più solo un problema individuale delle donne, ma sta diventando un tema sociale, che può coinvolgere anche gli uomini e le organizzazioni. La vita e il tempo quotidiano sono composti da molteplici occupazioni per tutti, a seconda dei cicli di vita e delle situazioni familiari, ma anche dei bisogni di studio, di tempo libero e di altre attività. La conciliazione è un concetto che coinvolge molti soggetti in una specie di ecosistema (individui, aziende, sistema sociale) e che sta entrando nella cultura di chi opera per il miglioramento dei sistemi lavorativi e sociali.




Congedi parentali

Diritto all'astensione facoltative dal lavoro per accudire figli od altri parenti, esteso anche, attraverso la legge 53 dell'8 marzo 2000, ai padri. Tale diritto destinato a dipendenti di aziende pubbliche e private è poco utilizzato dagli uomini. Negli obiettivi per le pari opportunità è prevista la promozione di azioni e politiche specifiche che ne favoriscano l'utilizzo maschile.




Counselling

Nell’ambito dell’orientamento si definisce come un’azione di supporto individuale alle persone in particolari fasi della propria vita relativamente alle proprie scelte professionali o in tutti momenti di difficoltà o di passaggio della carriera lavorativa.




Differenze di genere

Differenze tra donne e uomini che fanno riferimento al genere, più volte individuate da ricerche e studi (Georg Rimmel, Nancy Chodorow, Evelyn Fox Keller), delineano gli aspetti razionali ed emozionali che influenzano i comportamenti, le abilità e le predisposizioni delle persone in base al loro sesso, facendo soprattutto riferimento alle dinamiche sociali che hanno prodotto il configurarsi dei generi nel corso della storia e nella società attuale.




Divisione sessuale del lavoro

La divisione del lavoro retribuito e non retribuito tra le donne e gli uomini nella vita privata e in quella pubblica.




Empowerment

Attribuzione alle donne di poteri e responsabilità, non attraverso un processo dall'alto ma mediante la valorizzazione delle esperienze e competenze che le donne stesse costruiscono.




Familiy friendly

L’espressione, diffusa in Europa dai documenti comunitari, è riferita a politiche, servizi, strumenti che consentono di “armonizzare” il lavoro con gli impegni familiari.




Femminismo

Corrente di pensiero di origine americana ed anglosassone, definito anche neo-femminismo, che ha creato coscienza critica tra le donne in contrapposizione ad una cultura patriarcale e maschilista. A volte contrassegnate da posizioni e parole radicali, le teorie e le pratiche politiche femministe hanno contribuito a modificare la cultura della seconda metà del secolo scorso. Erroneamente gravato da luoghi comuni circa gli eccessi delle sue manifestazioni, in realtà il femminismo significa, ancora oggi, fare delle donne un tema politico.




Gender biased

Discriminazioni di genere.Il termine si riferisce alle forme di discriminazione che vanno dall’esclusione delle donne dai principali programmi di sviluppo, alle disuguaglianze nei salari, alla sistematica violenza contro le donne. Nella sua forma più diffusa, si può riassumere nella distribuzione diseguale delle risorse, siano esse credito, educazione, formazione, lavoro, informazione.




Gender mainstreaming

Neologismo contenuto nei documenti programmatici della Comunità Europea (significa letteralmente “stare nella corrente principale”), sottolinea la nuova collocazione del concetto di Pari Opportunità come prospettiva di genere, trasversale a tutte le iniziative finanziate dai programmi comunitari per il lavoro e la formazione. La strategia del mainstreaming non si limita quindi a sostenere politiche a favore delle donne, ma tende a modificare l'esistente ( contesti professionali, sociali ecc) rendendolo più idoneo alle specificità dei generi. Il mainstreaming non è dunque alternativo, ma complementare alle azioni a favore delle sole donne e ne deve diffondere le finalità anche in altri ambiti.




Job sharing

É la condivisione di un posto di lavoro tra due o più persone, la retribuzione corrisponde ad un incarico lavorativo e viene divisa in base al tempo di attività svolta. Le persone titolari del contratto di job sharing si accordano autonomamente sui tempi di lavoro, è necessario quindi una sintonia tra i titolari del contratto.




Movimento delle donne

L'insieme dei soggetti politici ( movimenti femminili dei partiti, associazioni formalizzate e gruppi spontanei) che hanno rivendicato e conquistato, attraverso azioni di lotta politica, i diritti delle donne. Il movimento delle donne si colloca storicamente, per convenzione, tra la rivoluzione francese e i giorni nostri.




Politiche per le pari opportunità

L'obiettivo fondamentale delle politiche per le pari opportunità fra i generi è quello di garantire a donne e a uomini la possibilità di accesso a risultati uguali nel mondo del lavoro e nella rappresentanza politica, eliminando gli effetti di discriminazione e di disuguaglianza creati o perpetuati dalle regole esistenti, rompendo la segregazione professionale, riducendo i divari occupazionali e salariali, promuovendo sistemi di valutazione delle competenze personali e professionali nei contesti organizzativi e sociali. Tale problema ha assunto in questi ultimi anni una rilevanza crescente, a livello nazionale e sovranazionale, in relazione ai fenomeni immigratori e, più in generale, all'insorgere di domande di riconoscimento di identità collettive (origine razziale o etnica, credenze religiose, orientamento sessuale, disabilità).




Segregazione

(occupazionale/retributiva/orizzontale/verticale)
Il termine segregazione sta ad indicare aree e settori lavorativi e professionali minori, in cui le donne vanno a confluire sulla base di meccanismi indotti e spesso eterodiretti di natura sociale e culturale.
Chiamasi segregazione orizzontale il fenomeno per cui alcuni settori produttivi e di servizi sono altamente femminilizzati (es. servizi sociali , scuola, industria tessile, commercio, settori amministrativi) sulla base di stereotipi e pregiudizi di genere, che ritengono le donne più idonee ad alcuni mansioni (es. cura, esecutività) degli uomini.
Chiamasi segregazione verticale il fenomeno per cui nell'ambito di organizzazioni di natura pubblica o privata, le donne sono presenti massicciamente nei livelli bassi e medi dell'inquadramento, salvo diradarsi per poi sparire nei livelli più alti e nei ruoli dirigenti.Il fenomeno è strettamente connesso a quello definito "tetto o soffitto di cristallo", per cui una barriera invisibile impedisce alla donne di fare carriera.
Questi due fenomeni danno inevitabilmente vita ad una terza condizione che è quella della segregazione economica, per cui le donne finiscono col percepire quasi sempre un reddito inferiore a quello degli uomini.




Sessismo

Si definiscono sessisti atteggiamenti, pratiche di natura individuale, culturale e sociale tese a screditare un sesso e a privilegiare l'altro. L'esempio più calzante è quello della lingua, laddove sostantivi che indicano, per esempio, professioni prestigiose o cariche elettive non vengono declinati al femminile anche quando il soggetto è una donna (es. donna sindaco , Il ministro Letizia Moratti, ecc.)




Data ultima modifica: 02/03/2005

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